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Mangiare a Venezia: indirizzi per un weekend Un paio di mesi fa, dopo quasi tre decenni e mezzo su questo pianeta, sono andato per la prima volta a Venezia. Belli i canali, belle le gondole, belli i ponti, bello tutto ma... parliamo di dove mangiare! Complici un po' i consigli di mio fratello e un po' twitter, friendfeed e facebook devo dire...

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Mangiare a New York – I miei indirizzi

Category : Marco consiglia

Un po’ di note sparse al ritorno da New York, dove ho partecipato al TOC 2011.

Giornata da groupie a parte, in cui girando abbiamo incontrato nell’ordine Paris Hilton che entrava al Late Night di Letterman, il cantante dei Green Day in uscita dal suo musical e nientemeno, pochi metri più in là, che Al Pacino all’uscita del Mercante di Venezia:

Ne approfitto per fare un nodo al fazzoletto su alcuni indirizzi che sono stati una conferma alla mia quarta volta a New York o una scoperta in giro per Manhattan:

  • l’Hotel Portland: molto economico, sui 110 Dollari a notte, per la posizione ultra-strategica: a pochissimi metri (!) da Times Square. Negli scorsi anni era pulito ma un po’ trasandato nelle stanze. Da quest’anno, dopo tre anni di lavori, le stanze erano tutte rinnovate e davvero stupende. Ancora in ristrutturazione le aree comuni, sospetto che alla conclusione dei lavori i prezzi non saranno più così attraenti
  • Fresh & Co. è di gran lunga il mio posto preferito per la colazione. Io vado sempre a quello vicino all’albergo, al 1211 della Sixth Avenue. Cibi naturali per tutti i gusti, ma in particolare sono ghiotto del caffé alla nocciola, equilibratissimo, del Muffin Morning Glory, un tripudio di uvetta, noci, carote e semi vari (la ricetta per farlo in casa è qui) e l’oatmeal
  • Per la pausa pranzo, dopo aver macinato strada, cerco di andare da Whole Foods Market. Sono enormi supermercati alimentari specializzati sul fresco, che hanno però un’enorme area self service in cui c’è letteralmente di tutto: ci si serve da soli in banchi con decine di zuppe, a insalate da comporre a proprio piacimento scegliendo tra dozzine di ingredienti (dalla semplice lattuga, al tofu affumicato con il sesamo, dagli edamame ai broccoli al vapore), oppure piatti indiani, messicani, cinesi, giapponesi, ma c’è anche un bancone con una grande varietà di Sushi, Sashimi e Maki preparati da 4 cuochi sul posto o a portar via, un banco con pizze al taglio simili a quelle romane, banchi con polli e carni arrosto, dolci, bevande, insomma, di tutto. Una volta pagato, si va nelle ampie sale da Fast Food, dove c’è peraltro wifi gratuita (plus notevole). Unico problema, per me enorme: la porzione la si prepara da soli scegliendo scatole di carta impermeabili, e se si va con la fame si tende a riempire in modo abominevole una o più scatole, pagando anche molto e lasciando per sopraggiunta sazietà buona parte del cibo. Insomma, non bisogna avere gli occhi più grandi dello stomaco.
  • Burger Joint at Le Parker Meridien. Passa per essere uno dei migliori hamburger di New York. Di sicuro è uno dei migliori che io abbia mai mangiato. Semi-nascosto nella hall del Parker Meridien, hotel di lusso con ingressi sulla 56th e la 57th tra la sesta e la settima avenue, è un buco trasandato con una trentina di posti, sempre pieno, che sforna solo tre tipi di piatto: hamburger, cheeseburger e formaggio grigliato, accompagnati da patatine e birra o coca cola. Niente altro. Il prezzo di un hamburger è di 7$, il cheeseburger costa 8$. Una volta ordinato i panini avvolti nella carta e le patatine in una bustina da pane vengono schiaffati in mano con poca grazia, a voi trovare posto a sedere. Brutale il servizio, non bisogna andare per fare due chiacchiere, ma ne vale la pena.
  • Hummus Place. Nel West Village, piccolissimo, una dozzina di posti a sedere. Cucina israeliana con una centralità assoluta dell’Hummus, il puré di ceci con salsa Tahiné (al sesamo). Notevole, molto buono.
  • Veselka è un ristorante di cucina ucraina nell’East Village. Io ho provato il Borsch, una zuppa di cavolo rosso, e un assaggio di sette pierogi: fagottini di sfoglia fritti ripieni di formaggio, o carne, o spinaci, o tante altre cose sfiziose. Con Side dish e birra siamo sui 25 dollari a testa.

Happy Networking Hour

Category : Senza categoria

E ieri è stata la sera dell’happy networking hour organizzata dalle GGD Roma e da Indigeni Digitali, ecco un estratto video girato con la mia nuova Kodak Play Touch!

Disclaimer 1: Kodak mi ha regalato la videocamera Kodak Play Touch con cui ho girato i video
Disclaimer 2: Paola, delle GGD Roma, è mia moglie
Disclaimer 3: Non vi bastano i primi due???

Social Media Week: ePublishing

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Category : SMW Rome

Stamattina sono stato al primo evento, per me, della Social Media Week Rome: “Parole digitali: la rivoluzione ePublishing”.

Si è parlato di editoria elettronica in termini piuttosto generali, coniugati nelle due declinazioni di ebooks da un lato e giornalismo digitale dall’altro. Evento con connotazione piuttosto divulgativa, sala piena (come tutto quello che in questo periodo ha a che fare con l’epublishing). La tavola rotonda è stata coordinata da Raffaele Barberio di ebook.it, e gli interventi di gran lunga più interessanti sono stati quelli di Marco Calvo di Liber Liber. A seguire, il suo condivisibile intervento sui DRM nell’industria discografica e in quella digitale.

[DISCLAIMER: le riprese sono state effettuate con una videocamera Kodak Play Touch, fornitami dalla Kodak, per la quale, agli eventi della Social Media Week cui parteciperò, sarò unofficial reporter]

Il fondo bruno e Cattivissimo Me

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Category : Avvenimenti, Ricette

Venerdì scorso, grazie a Universal Pictures Italia e alle GGD Roma sono stato invitato a partecipare ad un mini-corso di cucina tenuto presso A tavola con lo Chef, in occasione dell’uscita in blu-ray di Cattivissimo Me.

La serata, condotta dallo chef Antonio Chiappini, è consistita nella preparazione, assieme ad altri foodblogger (tra i quali Max di CucinaSMS, Slawka di Marketing del vino, Daniela SenzaPanna e Giulia Rossa di Sera), di una cena tutta basata sul giallo, il colore dei Minions.

Divertente, non c’è che dire!

Ma una cosa che mi ha dato molta soddisfazione è stata la spiegazione da parte di Antonio del procedimento per fare il fondo bruno, che avevo letto tante volte e che mai avevo avuto la pazienza di preparare. Oggi ne ho approfittato, e condivido con voi la ricetta.

Il fondo bruno è una base che si può usare per insaporire (in questo caso di carne) tutti i piatti che lo richiedono, di fatto è un sostituto fatto in casa per il dado. E tutta la fatica per produrlo può essere capitalizzata coservandolo in formine da ghiaccio nel freezer, prendendone un cubetto quando serve.

Ingredienti

1,5 kg di ossa e cartilagini (quelle che avevo io erano di vitello e maiale)
300 g di carote
300g di cipolla bianca
200 g di sedano
3 spicchi di aglio
Pepe, Timo e spezie a piacere
7-8 ore a casa per la cottura

Procedimento

Lavare ossa e cartilagini e disporle su una teglia da forno molto ampia foderata di carta forno.
Infornare a 200° per un’ora e mezza. Al termine della tostatura in forno, eliminare con un cucchiaio il grasso dal fondo della teglia, aggiungere le verdure tagliate a pezzettoni e rimettere per un’altra mezz’ora in forno.

Una volta sfornato, passare tutto in una pentola molto capiente (eliminando l’eventuale ulteriore grasso) e aggiungere almeno sei litri di acqua, il sale (poco, perché il tutto si restrigerà di circa sei volte) e le spezie a piacere.

Portre a ebollizione a fiamma alta, e quindi abbassarla al minimo, lasciando sobbollire scoperto per almeno 4 ore, finché il tutto non si sarà ristretto a circa un litro.

Scolare, e una volta che il liquido si sarà raffreddato, eliminare l’ulteriore grasso, quindi travasare nelle formine per ghiaccio e passare in freezer.

Descrivimi in tre parole!

Category : Amenità, Cazzeggio

C’è questo giochino che sta girando da qualche giorno in rete che mi ha incuriosito parecchio.

Mi conosci? Descrivimi in tre parole qui: http://threewords.me/secondome

Carrot cake con ganache al cioccolato

Category : frenesie culinarie, Ricette

Per il compleanno di Paola ieri ho preparato una torta un po’ particolare. I requisiti iniziali, non sapendo se avremmo potuto disporre del frigorifero durante la festa, erano dati dal non utilizzare ingredienti che potessero inacidire. Ne è venuta fuori questa carrot cake con ganache al cioccolato che mi ha proprio soddisfatto. La ricetta l’ho presa, modificando un po’ le quantità, da Joy of Baking.

La torta è strutturata in due piani, ognuno è fatto con una teglia rettangolare 25x35cm (tenetene conto per le quantità). I due piani sono tenuti insieme e ricoperti da una ganache al cioccolato, che altro non è che una crema costituita da panna e cioccolato. La decorazione non è costituita da altro che farina di cocco colorata con coloranti alimentari e da qualche fiore in pasta di zucchero.

La ricetta della torta

Ingredienti (per una teglia, quindi bisogna raddoppiarli)

120 g di noci
420 g di carote tritate (notare che i 420 grammi si riferiscono alle carote pulite)
320 g di farina 00
1 bustina di lievito per dolci
1/2 cucchiaino di sale
2 cucchiaini di cannella
6 uova medie (o 5 grandi)
360 g di zucchero
300 ml di olio di semi di girasole
100 g di purea di mele
2 flaconcini di aroma alla vaniglia

Procedimento

Il trucco è preparare e dosare tutto prima di iniziare a preparare.
Le noci vanno tenute in forno per 7-8 minuti e poi tritate grossolanamente a mano o in un robot da cucina.
Analogamente per le carote, che una volta pulite andranno tritate con il robot piuttosto fini.
Montare per un paio di minuti le uova, poi aggiungere pian piano lo zucchero e far andare per altri 3-4 minuti.
Aggiungere l’olio a filo e l’aroma alla vaniglia.

In una scodella, mescolare per bene  la farina, il sale, la cannella e il lievito. Rallentare il robot e aggiungere il mix al composto.

Una  volta omogeneizzato il tutto, con una spatola incorporare le carote, le noci tritate e la purea di mele.

Versare in una teglia 25×35 imburrata e infarinata, e poi infornare per 35-40 minuti a 180° (per verificare la cottura, inserire uno stuzzicadenti nella torta: se non esce umido allora è cotta.

Lasciare raffreddare.

Per fare la composizione occorre fare due di queste torte.

La ricetta della ganache

Ingredienti

500 ml di panna fresca
400 g di cioccolato fondente
mezzo bicchierino di Cointreau

Procedimento

Grattuggiare il cioccolato.
Portare a bollore la panna e versare sul cioccolato, poi con una spatola di legno mescolare fino a scioglimento totale del cioccolato.
Aggiungere e incorporare il Cointreau.
Lasciare raffreddare a temperatura  ambiente (in frigo solidifica!)
Una volta fredda, montarla con uno sbattitore elettrico (attenzione: non aumenterà di volume come la panna montata: ci metterà di più e tenderà a diventare un po’ più voluminosa e un po’ più densa).

La composizione

Mettere la prima torta a testa in su, rivestire interamente di ganache, poi mettere la seconda torta capovolta e finire la copertura.
Decorare spolverando con farina al cocco colorata a piacere e lasciare in frigo un paio d’ore.

In questo modo la ganache diventerà più solida e terrà unita la torta. L’alternativa è non mettere in frigo, portare la torta in macchina e trovare all’arrivo i due strati scivolati uno sull’altro, dover riparare il danno in modo approssimativo e ritrovarvi il vassoio sporco come nella foto!

Ciambellone all’acqua

Category : Ricette

Era qualche giorno che avevo voglia di ciambellone a colazione. Questa ricetta, provata e riprovata, è deliziosa e semplicissima, e il ciambellone viene soffice e leggero. L’originale, per come la conosco io, è sul sito di Gennarino: http://www.gennarino.org/ciambacqua.htm, ma le dosi sono esorbitanti, e quindi ho preso quelle di cookaround  (http://www.cookaround.com/yabbse1/showthread.php?t=62127&page=1). La riporto qui:

Ingredienti
250g. zucchero
250g. farina
3 uova
130g di olio di semi
130g acqua
1 bustina di lievito
1 fialetta di aroma alla vaniglia
La buccia grattuggiata di un limone

Procedimento

Lavorare le uova con lo zucchero per qualche minuto, poi aggiungere l’acqua, l’olio, l’aroma di vaniglia e a seguire farina e lievito.

Imburrare e infarinare uno stampo per ciambellone.

Infornare per 45 minuti a 180°

Muffin Morning Glory

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Category : Ricette

Le ultime volte che sono stato a New York la mattina avevo preso l’abitudine di andare dal Flavors Cafe (che poi ha cambiato nome, ma adesso proprio non me lo ricordo) e sbafarmi un muffin che chiamavano “Morning Glory”, scuro, con la cannella, le carote, le noci e un’infinità di altri ingredienti che a stento si riconoscevano ma che producevano una sinfonia di sapori commovente.
La scorsa settimana mi è preso il dubbio, ho cercato e ho scoperto che in realtà “Morning Glory” è il nome di un tipo di muffin tradizionale americano, di cui in rete fioccano le ricette.
Dopo un po’ di comparazioni e un paio di prove, ecco la mia (modificata dall’originale per farli un po’ più leggeri).

Ingredienti secchi

  • 250 g Farina
  • 125 g Zucchero
  • 70 g Uvetta Sultanina
  • 50 g Noci
  • 45 g Farina di Cocco
  • Mezza bustina (o poco più) di lievito per dolci
  • 5 g di Cannella
  • Un pizzico di Sale
  • 1 Mela
  • 2 Carote medie

Ingredienti liquidi

  • 200 g di Purea di Mele
  • 3 Uova
  • 70 ml Acqua
  • 50 ml Olio di Semi di Mais
  • Una fialetta di Aroma Vaniglia

Come per tutti i muffin, il procedimento è banale: Pelare mela e carote e tritarle, quindi unirle in una ciotola capiente insieme con tutti gli altri ingredienti secchi.

In una scodella a parte, unire gli ingredienti liquidi e mescolarli per bene.

Aggiungere il composto liquido a quello secco e rimestare con un cucchiaio di legno in modo da amalgamarli.

Versare in 12 stampini da muffin imburrati e infornare per 25-30 minuti (o finché uno stuzzicadenti non esce asciutto) a 180°.

Wonderpaolastra entra nello staff delle GGD Roma!!!

Category : Annunci

Con questo post http://www.girlgeekdinnersroma.com/2010/04/30/le-ggd-allevento-voiello-a-roma-con-il-vino/ , wonderpaolastra (aka “mia moglie”) entra ufficialmente nel gruppo delle Girl Geek Dinner Roma.

In bocca al lupo per la nuova avventura, amò!

Io, Paola e il 5 per mille all’AISM

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Category : Senza categoria

Grazie alla stupenda foto di Stefigno, io e Paola siamo finiti nel video promozionale per la donazione del 5 per mille nella dichiarazione dei redditi all’Associazione Italiana per la Sclerosi Multipla.

Per saperne di più, basta visitare il sito www.aism.it o chiamare il numero 800094464. Nella dichiarazione dei redditi si dovrà firmare nel riquadro “Finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università” e inserire il codice FISM 95051730109.

Ecco il video, ci riconoscete?