Grazie alla stupenda foto di Stefigno, io e Paola siamo finiti nel video promozionale per la donazione del 5 per mille nella dichiarazione dei redditi all’Associazione Italiana per la Sclerosi Multipla.
Per saperne di più, basta visitare il sito www.aism.it o chiamare il numero 800094464. Nella dichiarazione dei redditi si dovrà firmare nel riquadro “Finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università” e inserire il codice FISM 95051730109.
Ultimamente vado matto per questo piatto, semplicissimo da preparare, a patto di aere la pazienza di fare le verdure a cubettini piccolissimi. Solo così, infatti, è possibile cuocere velocemente nel wok e tenere il tutto croccante e cotto al punto giusto.
Ingredienti (per due persone):
160 g di riso Basmati
2 carote medie
1 zucchina grande
1 peperone rosso piccolo
1 scalogno
1 scatoletta di germogli di soia
salsa di soia
Mettere l’acqua per il riso a bollire, nel frattempo lavare le verdure e tagliarle a cubettini piccolissimi.
Nel frattempo, l’acqua inizierà a bollire. Aggiungere il sale e versare il riso, che non andrà mai toccato. Cuocere per 7 minuti.
Negli stessi 7 minuti, riscaldare dell’olio nel wok e versare le verdure a cubettini. Rimestare più volte tenendo la fiamma alta.
Scolare il riso e versare nel wok aggiungendo soia a piacere (per i miei gusti, bastano tre cucchiai). Saltare il tutto per un minuto.
Ed anche quest’anno, eccomi arrivato a New York per partecipare, nella mia veste di direttore della divisione Publishing Services di Simplicissimus Book Farm, alla Tools Of Changes for Publishing Conference (TOC, per gli amici) organizzata dalla O’Reilly.
Si tratta degli Stati Generali dell’editoria digitale: 3 giorni fitti di speech, rounbdtables, keynotes, ignite e chi più ne ha più ne metta per descrivere, analizzare, prevedere e capire da dove viene e dove sta andando il settore del digital publishing.
A partire da lunedì cercherò di fare un live coverage via twitter (@secondome) e probabilmente passerà qualcosa anche su questo blog.
In ogni caso, qui trovate il programma degli eventi ai quali parteciperò, se avete suggerimenti o curiosità da soddisfare, sarò i vostri occhi, le vostre orecchie e la vostra bocca: scrivetemi!
Ricetta molto semplice e rapida (se non fosse per il dover aprire le noci).
Per due persone:
160 g spaghetti
12 noci
2 bicchieri di vino rosso (circa 300 ml)
1 scalogno (o aglio)
olio
peperoncino
grana padano
Aprire le noci e tritarle a pezzetti piccoli a piacere.
In una capiente padella, far rosolare in un filo d’olio lo scalogno affettato finemente.
Quando sarà appassito, aggiungere le noci sbriciolate e il peperoncino, quindi i due bicchieri di vino.
Far bollire per qualche minuto, facendo restringere il liquido a circa la metà dell’originario.
Nel frattempo, cuocere gli spaghetti, e quando mancheranno tre minuti alla cottura, scolarli e versarli nella padella con il vino e le noci e completare la cottura a fiamma vivace, rimestando fino a completo assorbimento del liquido di cottura.
Impiattare e cospargere di grana grattugiato a piacere.
110 g Farina
80 g Zucchero
70 g Burro ammorbidito
1 uovo
50 g Gocce di cioccolato
1 cucchiaino di lievito istantaneo
1 cucchiaio raso di cannella in polvere
1 Boccetta di aroma vaniglia
50 g Corn Flakes
Procedimento
Mettere a scaldare il forno a 180°.
Montare l’uovo con lo zucchero fino a che non formi una spuma consistente.
Aggiungere il burro morbido e l’aroma alla vaniglia, continuare a montare.
Continuare aggiungendo farina, cannella e lievito e mescolare per bene con lo sbattitore.
Usando il cucchiaio, amalgamare nel composto le gocce di cioccolato.
Incorporare i corn flakes con delicatezza per non romperli tutti.
In una teglia foderata con carta forno, fare 12-15 mucchietti di composto usando un cucchiaio e aiutandosi (il composto è molto appiccicoso) con un cucchiaino.
Infornare per 15-20 minuti evitando di bruciarli come ho fatto io!
I biscotto sono da mangiare freddi, perché con il raffreddamento diventano croccanti.
E dopo il pippone attaccato ieri per difendere le nuove condizioni di servizio, il risultato è che oggi il CEO di Facebook ha pubblicato un ulteriore post in cui dice che si ritorna alle precedenti.
Che dire? Un’operazione di comunicazione assolutamente disastrosa…
Durante una delle sessions, la rappresentante di un enorme gruppo editoriale ha proferito le seguenti memorabili parole:
Io penso che nell’industria editoriale DRM sia una parola da bandire, perché stimola tutta una serie di pensieri negativi nei clienti che finiscono per danneggiare l’editore.
[rumoreggiare piacevolmente sorpreso nella platea...]
Io penso che dovremmo utilizzare la parola: Gestione dei Contenuti perché il contenuto deve essere protetto con modalità differenti a seconda della piattaforma da cui lo si fruisce.
[... e il mondo riprese a girare nella consueta direzione]
Tanto perché rimanga agli atti, tenetevi buono questo indirizzo. E’ un posto che ho scoperto da poco, magari di suo è famosissimo, ma io mi ci sono fermato quasi per caso ed è stata una rivelazione:
Antica Norcineria di Lattanzi Franco e figli
Via Casilina 22,400 – Laghetto di Montecompatri (Roma) http://www.antica-norcineria.com
Quantità infinite di maiale in tutte le forme: braciole, fegatelli, salsicce a grana grossa, salsicce a grana fine, pancetta, tordi matti e chi più ne ha più ne metta. Prosciutti e lonze che pendono dal soffitto. Decisamente non è un posto da vegetariani…
Tra l’altro, per lo meno il sabato, quando ci sono stato io, uscivano porchette calde a getto continuo (con la stessa velocità con cui andavano via), ma porchette vere, non quei cosi enormi e secchi che si trovano ormai anche al bar. Da provare. Assolutamente.
(e un GRAZIE ad Evylyn per avermelo ricordato su twitter!)
(lo so, la foto fa schifo, ma provate voi a fotografarvi con un cellulare di tre anni fa, con le luci a risparmio energetico e con un asciugamano sulla testa… ci sono volute cinque foto solo per centrarmi…)