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In volo sulla valle di Goreme

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Ti svegli alle quattro e un quarto, un’ora ingrata alla quale non ti rendi neppure conto di essere andato a dormire e ti sembra che nulla potrà convincerti a mettere i piedi per terra.
Ma nonostante tutto ce la fai, ti butti giù, ti lavi, esci (ammazza che freddo, i 1300 metri di sentono), sali sul pullman e vieni portato, con gli occhi ancora incollati, a 5-600 metri dal museo a cielo aperto di Goreme.
È ancora buio, e qui fa davvero molto freddo


a darti un po’ di calore del tè bollente e una merendina di quelle che rifiuteresti sdegnato in qualsiasi altro momento


Tutto intorno, intanto, fervono i preparativi: le mongolfiere, il motivo per cui hai fatto tutto questo, vengono srotolate per terra


La prima parte viene gonfiata con ventilatori che sparano aria calda


Poi, quando sono abbastanza gonfie, si raddrizza il cesto e si accende il fuoco.


Le altre mongolfiere partono, nella tua uno dei cavi interni è fissato male e occorre ricominciare quasi da capo


E poi, finalmente, sali, con tanti altri, sulla cesta


E decolli.


Lo avevi immaginato in tanti modi questo momento, ma la verità è che il decollo in mongolfiera non ha nulla a che vedere con la ‘violenza’ del viaggio aereo: si viene dolcemente cullati verso l’alto e si viene trasportati dalle correnti. In lontananza tanti altri che come te si sono alzati in volo per vedere il sole sorgere sulla valle


E giù, il sole che conquista sempre più spazio, in un silenzio quasi irreale, interrotto solo a tratti dalla fiamma che ti tiene in quota


Sotto di te, i massi di tufo tipici di Goreme


i paesi


E i canyon


Qui in alto non fa più freddo, complice anche il sole che è ormai ben sorto


È il momento di tornare a terra, con la tua ombra che si avvicina sempre più


Sono le sette e un quarto, sono passate tre ore, hai scoperto nuove sensazioni, nuovi suoni, nuovi colori, ma ora devi tornare in albergo, ti aspetta un’intera giornata di musei, monumenti e caravanserragli in giro per la Cappadocia.

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Una piccola chicca dal Bosforo: Kanlica

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Nel nostro passeggiare di ieri a zonzo per Istanbul, abbiamo deciso di fare la mini-crociera del Bosforo.
Si parte da Eminomu, sul mar di Marmara, vicino alla parte antica di Istanbul, e si risale il Bosforo fino ad arrivare al Mar Nero.


Beh, dopo essere passati sotto il Bosphorus Bridge, il più grande ponte sullo stretto


e dopo aver ammirato vari paesini arroccati sulle sponde


abbiamo deciso che no, la crociera sul Bosforo non faceva per noi, che era noiosa e che avremmo
Visto il mar nero un’altra volta, chissà, da un’altra sponda.
Siamo così scesi in un minuscolo porticciolo di un paesino sulla sponda asiatica, Kanlica, con le sue barchette ormeggiate.


Due cose mi ricorderò di Kanlica: la magnifica veduta dalla terrazza del parco di Hidiv Kasri (raggiunto con 15 minuti di camminata in salita ripida sotto il sole delle 13. Porca vacca)


E il celeberrimo (pare) yogurt che viene venduto nei due bar sul porto.


Si tratta di uno yogurt misto di bufala, vacca e capra, servito in vaschette da 200 o 350 grammi e condito con zucchero a velo, miele o fragole.
Il sapore è molto forte e acidulo, la consistenza è cremosissima. Insomma, uno degli yogurt più buoni che abbia mai mangiato.

Dopo aver atteso al sole tiepido il traghetto di ritorno, la giornata è poi finita con un giretto al Gran Bazar, ma non prima di aver bevuto una buona birra, la Efes, seduti al fresco di un viale alberato.


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Location:Musa Efendi Sk,Ürgüp,Turchia

Il Ramadan e la celebrazione del digiuno

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Ieri sono finalmente iniziate le ferie estive, e quest’anno dopo un po’ di pensieri e ripensamenti abbiamo deciso di fare un tour in Cappadocia, nella parte centrale della Turchia.
I primi due giorni sono di visita a Istanbul, città dove sono già stato un paio di anni fa in pieno inverno.
Ritrovare Istanbul ad Agosto è un’esperienza particolare, anche perché è la prima esperienza diretta che ho del Ramadan, il mese del digiuno rituale, durante il quale ogni musulmano può mangiare, ber e fumare solo a partire dal tramonto.

Ecco, forse influenzato dai miei pregiudizi e dal mio retaggio cattolico, che vede nel digiuno esclusivamente la dimensione della penitenza e della sofferenza, tutto mi sarei immaginato fuorché di trovare una vera e propria festa.


Sì, perché durante il Ramadan nonostante la privazione diurna e il disagio che provoca il digiuno, c’è una parallela e altrettanto, se non più, importante dimensione della Gioia, dell’attesa quotidiana del momento in cui la privazione terminerà, in cui si godrà più e meglio di ciò che non si è potuto avere nelle ore precedenti.


E questa gioia non è vissuta come un momento privato, ma condiviso.
Ed ecco così che lo spazio tra la Moschea Blu e Agya Sophia, tutto l’antico Ippodromo e ogni singolo lembo di giardino vengono invasi da teli per il picnic, dove intere famiglie, di tutte le età, già un paio d’ore prima del tramonto preparano tutte le vettovaglie.


All’arrivo dell’ora del tramonto, con la voce dei muezzin che riecheggia di minareto in minareto comincia la vera festa,


la celebrazione, con un banchetto sull’erba, del digiuno appena terminato.


Ed è tutto un vagare tra uno stand di dolciumi e uno di incisione sul legno, tra una caffetteria improvvisata e un banchetto di profumi ambulante,
una festa che durerà tutta la notte, fino al digiuno del giorno seguente.

Location:Turanlı Sk,Provincia di Istanbul,Turchia

“Uccidila!” – Un microracconto a un microprezzo in vendita… anche qui sul mio blog!

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Ho appena ceduto alla tentazione di usare io stesso Narcissus, il servizio di self-publishing di Simplicissimus, dove lavoro da quasi tre anni.
E così sono passato dall’altra parte, dalla parte degli Autori che usano il servizio, e mi sono autopubblicato il mio micro-racconto “Uccidila!”, pagando solo i 2 Euro per avere l’ISBN.

Il prezzo è quasi simbolico, 0,99 Euro, e il racconto è, ovviamente, un’imperdibile pietra miliare della letteratura mondiale, che mi piazza tra i big della narrativa, giusto dopo Carver ma subito prima di Auster.

Non perché l’ho scritto io, ma secondo me fareste bene a non perdervelo.

Dove lo trovate? Qui sotto! Grazie al widget di Ultima Books, il nostro nuovo store, si può comprare direttamente qui sul sito, pagando poi sui server ultrasicuri dello store originario.

Enjoy!



Happy Networking Hour

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E ieri è stata la sera dell’happy networking hour organizzata dalle GGD Roma e da Indigeni Digitali, ecco un estratto video girato con la mia nuova Kodak Play Touch!

Disclaimer 1: Kodak mi ha regalato la videocamera Kodak Play Touch con cui ho girato i video
Disclaimer 2: Paola, delle GGD Roma, è mia moglie
Disclaimer 3: Non vi bastano i primi due???

Io, Paola e il 5 per mille all’AISM

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Grazie alla stupenda foto di Stefigno, io e Paola siamo finiti nel video promozionale per la donazione del 5 per mille nella dichiarazione dei redditi all’Associazione Italiana per la Sclerosi Multipla.

Per saperne di più, basta visitare il sito www.aism.it o chiamare il numero 800094464. Nella dichiarazione dei redditi si dovrà firmare nel riquadro “Finanziamento agli enti della ricerca scientifica e dell’università” e inserire il codice FISM 95051730109.

Ecco il video, ci riconoscete?

Riso con verdure croccanti al wok

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Ultimamente vado matto per questo piatto, semplicissimo da preparare, a patto di aere la pazienza di fare le verdure a cubettini piccolissimi. Solo così, infatti, è possibile cuocere velocemente nel wok e tenere il tutto croccante e cotto al punto giusto.

Ingredienti (per due persone):

  • 160 g di riso Basmati
  • 2 carote medie
  • 1 zucchina grande
  • 1 peperone rosso piccolo
  • 1 scalogno
  • 1 scatoletta di germogli di soia
  • salsa di soia

Mettere l’acqua per il riso a bollire, nel frattempo lavare le verdure e tagliarle a cubettini piccolissimi.

Nel frattempo, l’acqua inizierà a bollire. Aggiungere il sale e versare il riso, che non andrà mai toccato. Cuocere per 7 minuti.

Negli stessi 7 minuti, riscaldare dell’olio nel wok e versare le verdure a cubettini. Rimestare più volte tenendo la fiamma alta.

Scolare il riso e versare nel wok aggiungendo soia a piacere (per i miei gusti, bastano tre cucchiai). Saltare il tutto per un minuto.

Impiattare e gustare!

Tutto pronto per il TOC 2010!

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Ed anche quest’anno, eccomi arrivato a New York per partecipare, nella mia veste di direttore della divisione Publishing Services di Simplicissimus Book Farm, alla Tools Of Changes for Publishing Conference (TOC, per gli amici) organizzata dalla O’Reilly.

Si tratta degli Stati Generali dell’editoria digitale: 3 giorni fitti di speech, rounbdtables, keynotes, ignite e chi più ne ha più ne metta per descrivere, analizzare, prevedere e capire da dove viene e dove sta andando il settore del digital publishing.

A partire da lunedì cercherò di fare un live coverage via twitter (@secondome) e probabilmente passerà qualcosa anche su questo blog.

In ogni caso, qui trovate il programma degli eventi ai quali parteciperò, se avete suggerimenti o curiosità da soddisfare, sarò i vostri occhi, le vostre orecchie e la vostra bocca: scrivetemi!

Spaghetti al vino rosso e noci

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Ricetta molto semplice e rapida (se non fosse per il dover aprire le noci).

Per due persone:

160 g spaghetti
12 noci
2 bicchieri di vino rosso (circa 300 ml)
1 scalogno (o aglio)
olio
peperoncino
grana padano

Aprire le noci e tritarle a pezzetti piccoli a piacere.
In una capiente padella, far rosolare in un filo d’olio lo scalogno affettato finemente.
Quando sarà appassito, aggiungere le noci sbriciolate e il peperoncino, quindi i due bicchieri di vino.
Far bollire per qualche minuto, facendo restringere il liquido a circa la metà dell’originario.

Nel frattempo, cuocere gli spaghetti, e quando mancheranno tre minuti alla cottura, scolarli e versarli nella padella con il vino e le noci e completare la cottura a fiamma vivace, rimestando fino a completo assorbimento del liquido di cottura.

Impiattare e cospargere di grana grattugiato a piacere.

(la ricetta cui mi sono ispirato è questa)

Cookies Corn Flakes Cioccolato e Cannella (CCCC)

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Ingredienti

110 g Farina
80 g Zucchero
70 g Burro ammorbidito
1 uovo
50 g Gocce di cioccolato
1 cucchiaino di lievito istantaneo
1 cucchiaio raso di cannella in polvere
1 Boccetta di aroma vaniglia
50 g Corn Flakes


Procedimento

Mettere a scaldare il forno a 180°.
Montare l’uovo con lo zucchero fino a che non formi una spuma consistente.
Aggiungere il burro morbido e l’aroma alla vaniglia, continuare a montare.
Continuare aggiungendo farina, cannella e lievito e mescolare per bene con lo sbattitore.
Usando il cucchiaio, amalgamare nel composto le gocce di cioccolato.
Incorporare i corn flakes con delicatezza per non romperli tutti.

In una teglia foderata con carta forno, fare 12-15 mucchietti di composto usando un cucchiaio e aiutandosi (il composto è molto appiccicoso) con un cucchiaino.

Infornare per 15-20 minuti evitando di bruciarli come ho fatto io!

I biscotto sono da mangiare freddi, perché con il raffreddamento diventano croccanti.